Le vecchie commedie all’italiana calcavano la mano contro la cialtroneria e il cinismo dei "mostri", i sorpassisti sbruffoni alla Gassman, gli ipocriti lagnosi alla Sordi, le mogli fedifraghe e sgomitanti, i cumenda pelati e i palazzinari cafoni. La crosta allegra celava un fondo triste (Il Sorpasso è uno dei film più tragici mai girati). Ma nemmeno quella leva di sceneggiatori e registi scafati, intelligenti e amari poteva immaginare un seguito disastrato e ridicolo come questo, con Luciano Moggi che entra nella scuderia di Lele Mora, il bancario Fiorani che si fa fotografare nei paraggi con il tronista Costantino, il paparazzo Corona che si butta in politica, inquisiti e scarcerati, squinzie e fidanzate, tutti sul bordo della stessa piscina. La vera differenza è che non c’è più bisogno di registi e di attori, men che meno dei grandissimi padri che ci hanno insegnato a guardare come siamo fatti (Tognazzi, Gassman, Sordi, Scarpelli, Comencini, Risi, Germi, Monicelli, Scola…). Le maschere sociali, i "mostri" di terza e quarta generazione girano direttamente il loro film, in prima persona, non hanno l’arte ma contano su una parte che conoscono a memoria, perché è la loro. Lo spettacolo fa schifo, ma siccome è gratis non possiamo neanche chiedere indietro i soldi del biglietto.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma nel 1954 ed è cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su “la Repubblica” e “L’Espresso”. Scrive per il teatro e ha scritto per la televisione. Ha fondato e diretto il settimanale satirico “Cuore”. Per Feltrinelli ha pubblicato, tra l’altro, Il nuovo che avanza (1989), Poetastro (1993), Il ragazzo mucca (1997), Canzoni politiche (2000), Cerimonie (2002), Gli sdraiati (2013), Ognuno potrebbe (2015), Il grande libro delle Amache (2017), La sinistra e altre parole strane (2017) e Le cose che bruciano (2019).

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