Essendo avido di pensiero liberale, e voglioso di redimermi dai pregiudizi statalisti e collettivisti che hanno caratterizzato la mia giovinezza, leggo spesso Piero Ostellino. Che del faticoso rapporto tra Stato e Individuo (prima lezione: lui scrive entrambi con la maiuscola) offre una lettura vigorosamente individualista, anzi, Individualista. E dunque, sul "Corriere" di ieri, ecco l’Individuo Ostellino spiegare che "lo Stato è costituzionalmente stupido", «"di fatto oppressore", "il Leviatano che tutti hanno scelto ma pochi gestiscono", "lo strumento di controllo, per non dire di dominio, di una classe sull’altra", e che in Italia "la vocazione alla sudditanza livellatrice verso lo Stato ha radici storiche (la forte presenza di culture collettiviste), psicologiche (l’invidia per le capacità) e sociali (l’ostilità verso i ricchi)". Il tutto è incarnato e ben riassunto, secondo Ostellino, dall’autovelox, perché "il limite di velocità è diventato una forma di lotta di classe, le auto di grossa cilindrata sono il Palazzo di Inverno da assaltare e l’autovelox l’incrociatore Aurora che dà il via alla rivoluzione egualitaria". Piero Ostellino deve avere preso una multa per eccesso di velocità. Fico, però! Non sapevo che andasse così forte in macchina.

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