Nessuno butti la croce addosso al povero onorevole Cosimo Mele, travolto da una storiellaccia di prostitute e cocaina. Ma tutti gli chiedano, per cortesia, di ritirare immediatamente la sua firma da virtuose iniziative di legge moralizzatrici, tipo quella sul test antidroga obbligatorio. Ne abbiamo le tasche piene, francamente, di politici (soprattutto di centrodestra, soprattutto ferventi cattolici) che disegnano per la Nazione tracciati di castità e morigeratezza, però con ampie deroghe per se stessi. Divorziati che inneggiano alla famiglia monogamica, puttanieri che amano molto il papa, bigami che sfilano al Family Day, tutti uomini di mondo in privato e bacchettoni in pubblico. Abbiamo tutti fatto il militare a Cuneo, ma proprio per questo cerchiamo di evitare di impartire lezioncine agli altri. Non ci stancheremo mai di ripetere che nel centrodestra quattro leader su quattro sono divorziati: status assolutamente legittimo, perfino spiritoso nel caso di autorevoli esponenti del mondo cattolico. Ma tale da rendere ridicolissime le prese di posizione contro la "deriva laicista". L´onorevole Mele avrà tutta la nostra simpatia se diventerà il capofila di una crociata smoralizzatrice all´interno del suo schieramento politico, che pullula di ipocriti.

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