E’ tipicamente italiana la ridicola storiella della sindaca di Castiglione della Pescaia che ha fatto sapere di essere offesa con Prodi perché, per il terzo anno consecutivo, non è andato a salutarla quando è arrivato in vacanza, e addirittura (pensate!) non l’ha avvertita del suo arrivo. C’è dentro, in questo cruccio rabbioso, tutto lo strapaese nazionale, la piccineria di contrada che annebbia lo sguardo, la faziosità politica che lo acceca definitivamente (la sindaca, scrivono i giornali, "odia tutto quello che è di sinistra" ed è una radicale di destra, vale a dire una delle cose più di destra dell’intero sistema solare). Giovannino Guareschi raccontava cose del genere, deridendo umori e furori di ambo le parti, però mezzo secolo fa, e per giunta concedendo ai suoi contendenti una carica umana, da Italia contadina (mitizzata), che oggi non esiste più. E’difficile perfino sorridere degli strascichi irranciditi del "carattere italiano", difficile divertirsi di fronte a repliche così mal recitate, Peppone faceva il sindaco e don Camillo il prete nel nome di opposte teologie, in storie come queste della sindaca maremmana si distingue solo l’affanno penoso del "lei non sa chi sono io", e il lavorio meschino della pubblicità personale, che è la sola ragion d’essere rimasta in campo.

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