Credo di essere uno di quei "consumatori pigri" ai quali il presidente dell’Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, imputa di non aggirarsi tra le pompe di benzina alla ricerca del prezzo più vantaggioso. Per aggravare la mia posizione, aggiungo che non ho mai dedicato neanche un secondo alla folle comparazione tra i cento contratti telefonici di dieci compagnie diverse, per stabilire se mi convenga telefonare a Pescara dopo le dieci di sera. Non vorrei sembrare sprezzante nei confronti del denaro. Lo tengo nel massimo conto, e so benissimo che anche le differenze in centesimi contano molto per milioni di miei connazionali. Ma tengo almeno in altrettanta considerazione pure il mio tempo, invalutabile ma certamente preziosissimo, e non voglio che questo mio tempo, già occupato in misura abnorme da consumi di ogni ordine e grado, sia definitivamente colonizzato dai listini dei prezzi e dei mercati. Mi rifiuto di essere considerato "consumatore" a tempo pieno, alle ore, ai giorni e ai mesi di vita che questa società mi ha già rubato con gli acquisti, i contracquisti, la pubblicità, la verifica (odiosa) dei conti e delle bollette, non voglio aggiungere la grottesca specializzazione del verificatore dei prezzi delle pompe di benzina. Ci pensino i petrolieri e le autorità di controllo: è il loro mestiere. PS - L’Amaca va in vacanza per qualche giorno. Arrivederci al 21 agosto.

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