Tra le tante preghiere che certamente NON saranno esaudite, ci sarebbe questa: se per favore si può evitare di aggiungere ai tanti "generi" giornalistici già in voga (non tutti indispensabili) anche la faida tra gli eredi Pavarotti. A chi vadano le cravatte e a chi i "do di petto", francamente non sono cose che è educato discutere in pubblico, anche se è noto che esiste un pezzo di pubblico ansioso di saperlo. A nome del pubblico restante, quello che preferirebbe essere tenuto all’oscuro di così intime e così sconvenienti beghe, mi domando se un’eventuale carenza di discrezione da parte di questo o quello degli amici e dei parenti di Pavarotti, debba necessariamente essere amplificato da microfoni aperti e taccuini spianati.
Si sa che la natura umana rivela soprattutto in due occasioni la sua bassezza strutturale: le riunioni di condominio e le spartizioni di eredità. Ma per essere all’altezza di quella bassezza, ci si dovrebbe servire della grande letteratura, o della profonda psicoanalisi. Della potenza del grande teatro comico o tragico. Altrimenti si rischia solamente di moltiplicare schiamazzi e meschinità, e soprattutto di dare la stura a nuovi sotto-generi del gossip, che è poi il surrogato scadente e falsificante della narrazione. Siamo già circondati. Già ci anneghiamo dentro. Per favore, davvero per favore: non aprite altri tombini.

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