La vicenda del volo speciale Rutelli-Mastella per il Gran Premio di Monza spaventa per la sua stupidità più che per la sua arroganza. Con questo clima e di questi tempi, un uomo di potere di qualche intelligenza eviterebbe con cura di procurarsi ulteriori occasioni di impopolarità oltre a quelle, come dire, già protocollari. Pare che il volo rutelliano rientrasse tra gli obblighi del suo alto magistero (anche se abbastanza stravagante che sia il ministro dei Beni culturali a premiare i piloti: perché non dare il ruolo di starter, allora, a un presidente di Cassazione?). Meno certe le mansioni di Mastella. Sostiene di essere stato anche lui ‟chiamato ufficialmente a premiare i vincitori”, lasciandoci nel dubbio che l’intero Consiglio dei ministri fosse convocato a Monza per baciare i piloti e cingerli di alloro. Non pago di questa buffa spiegazione, Mastella ha aggiunto una frase di terrificante scemenza: ‟Vogliono colpire me per colpire Prodi”. (Come se io, beccato a rubare in un supermercato, dicessi che mi arrestano solo per mettere in cattiva luce De Benedetti). Ecco, è proprio qui che, come cittadino, comincio a tremare. Perché essere governati da prepotenti è seccante ma - come dire - non è poi una gran novità. Ma neanche la più radicale delle rivoluzioni può redimerci dalla stupidità.

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