Ogni tanto la televisione serve a qualcosa. Il tifoso della Juventus denunciato dai vicini di posto dopo avere lanciato un enorme petardo in campo è stato visto e rivisto da mezza Italia mentre gli steward lo portavano via. Ed eletto a furor di popolo Scemo del Giorno, simbolo di quella indegnità civica che rende così simili, e così complici, Palazzo e Piazza. Merita una stretta di mano, e un ringraziamento molto sentito, il tifoso che l’ha individuato e consegnato agli steward, a nome della maggioranza esasperata che va allo stadio (o non ci va più) sentendosi in ostaggio delle mafiette di curva.
Ma attenzione, la lotta è solo iniziata, e l’esito non è scontato. Parte della curva juventina non ha gradito la reazione dei tifosi civili, ululando al loro indirizzo "spioni" e "infami". Sono tipici insulti malavitosi. Vent’anni di impunità e di controllo indisturbato del territorio lasciano il segno. La minoranza proterva e violenta che tiene in ostaggio gli stadi non rinuncerà tanto facilmente al suo dominio. E i tifosi che decidono di denunciare i violenti sono esposti – su questo non c’è dubbio – alla rappresaglia delle cosche ultras. Gli inermi non sono mai organizzati, i violenti lo sono sempre. E questo rende ancora più meritorio il gesto coraggioso di quel signore che, stufo di piegare la testa al sopruso, si è ribellato al lanciatore di petardi e ai suoi padrini della curva.

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