A latere dell’impegnativo dibattito in corso sui "rischi di un nuovo fascismo", faccio presente che un paio di giorni fa un ex partigiano ottantacinquenne è stato aggredito e insultato da una ventina di giovani nazisti, al grido di "sporco partigiano", in pieno centro e in pieno giorno, nell’operosa e ricca città lombarda di Busto Arsizio, senza che nessuno dei valorosi passanti abbia avuto niente da obiettare. E senza che i media, stremati dal pedinamento del Sospettato di Garlasco (il Fidanzato dagli Occhi di Ghiaccio, pensa che stronzata…), abbiano pensato che il pestaggio di un vecchio partigiano da parte di una squadraccia di giovani nazi meritasse un titolo in prima pagina.
Questo per dire che i "rischi di un nuovo fascismo" mi paiono decisamente da ridimensionare alla luce dei rischi del fascismo già in corso. Il fascismo ostentato ma minoritario di qualche scemo nerboruto, o di qualche giovine paranoico e disturbato, ma soprattutto il fascismo impolitico, antropologico, quotidiano, diffuso di milioni di italiani sempre più aggressivi e spicci, sempre più xeonofobi e incazzati, con le lenti scure e il "menefrego" stampato in faccia, e l’aria di chi considera la società intera come un ostacolo del quale sbarazzarsi. Sbaglierò, ma il futuro non mi preoccupa più di tanto, sono troppo impegnato ad avere paura del presente.

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