Il primo, prezioso contributo al neonato Partito democratico lo ha dato uno che se ne va. Il professor Fisichella aveva già annunciato di non poter coabitare, lui democratico di destra, con i democratici di sinistra. Ora ha coerentemente consegnato le sue dimissioni al gruppo ulivista in Senato. E’ un gesto di chiarezza non consueto in un paese che pratica la militanza multipla e cumulabile. Ed è un gesto che aiuta la nebulosa del Pd a definirsi meglio. Fisichella considera il Pd di sinistra, o comunque troppo a sinistra per uno come lui. Pur comprendendo (e anzi, apprezzando) lo spirito di ampia coalizione del nuovo partito, noi avremmo almeno un paio di altri nomi di dimissionari da suggerire: persone che troverebbero degnissima e migliore collocazione altrove, fuori dal centrosinistra. Ma il clima festoso di questi giorni ci suggerisce di glissare, ovvero di aspettare che alcuni inevitabili nodi (per esempio, i rapporti con la Chiesa) vengano al pettine da soli. Nel frattempo, le dimissioni del professor Fisichella vanno festeggiate, anche nel Pd, come un gesto leale e benaugurante. Ci permettiamo solo di suggerirgli di non accasarsi con la destra: specie Forza Italia pullula di ex socialisti ed ex comunisti.

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