Clemente Mastella ha abbandonato precipitosamente "Porta a porta" per correre in Senato e salvare il governo. E a questo punto nessuno può dire quale dei due uffici fosse il più solenne, se cioè un ministro fosse in prestito alla televisione o piuttosto una star televisiva sia stata momentaneamente concessa alle istituzioni. Ci sono politici italiani che ormai in tivù bivaccano, disposti anche alla notte in sacco a pelo pur di non cedere il posto sotto i riflettori. Per esempio Giulio Tremonti è stato più visto, oramai, di Totò e Peppino, e anche se stiamo parlando di un uomo facondo e a suo modo vispo, il repertorio non è altrettanto vario. Strano davvero come un ruolo già sovraesposto, già nemico del pudore, già di pubblico dominio, come quello del leader politico, non produca l’atteggiamento opposto, e cioè il desiderio di limitare al massimo le apparizioni televisive. Riservando a se stessi e ai propri cari qualche prezioso istante di intimità e di riflessione. Da spettatore, devo dire che comincio a essere pregiudizialmente favorevole a quelli che vedo apparire di rado. Mentre tra i molto presenti, anche i più brillanti mi stufano. Il problema della società dello spettacolo è che lo spettacolo è così interminabile da farti amare soprattutto l’intervallo, quando vai a fare pipì o a bere qualcosa. E’lì, davanti al bagno o al bar, che incontreremo (in incognita) il nostro nuovo leader di riferimento.

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