La vita secondo Doris Lessing. Un’intervista
di Emilia Ippolito, tratta da “L’espresso”, n. 42, 2007


Scrittrice da ben ottantun'anni, Doris Lessing fa fede alla sua fama di gran dama della letteratura europea. L'annuncio del Nobel "a una profonda conoscitrice dell'animo femminile, cantatrice delle vicissitudini delle donne", cosi l'Accademia di Stoccolma, sorprende soltanto lei.
"Sono proprio io? Dopo tutti questi anni? Sono esausta, stasera dovrei festeggiare con champagne, ma credo che invece andrò a dormire": questa la reazione incredula della scrittrice dalla sua casa in un quartiere residenziale al nord di Londra. Una casa a due piani, il salotto incorporato allo studio, libri sparsi un po' ovunque e due adorabili gatti che fanno compagnia agli umani. Con una cinquantina di opere al suo attivo, di cui 25 romanzi, pubblicate in 35 lingue, Doris Lessing dice: "Ho cominciato a scrivere all'età di sette anni, e decisi allora che non avrei fatto nient'altro nella vita tranne scrivere".
Nata in Persia da genitori britannici nel 1919, la Lessing si trasferisce in Rhodesia (l'attuale Zimbabwe), dove abbandona gli studi all'età di 15 anni: "Mi annoiavo a scuola, e volevo scrivere. Volevo osservare il mondo e scrivere storie che raccontassero quello che vedevo". E così fece. Il suo primo romanzo, L'erba canta, viene pubblicato nel 1950 a Londra, dove la scrittrice si trasferisce nel 1949 con suo figlio, lasciandosi alle spalle due ex mariti e due figli, rimasti in Africa.
Il suo ultimo romanzo The Cleft (la fenditura) è uscito in Gran Bretagna nel gennaio. È una storia di donne, una sorta di gineceo dell'antichità, che se la cavano benissimo senza maschi, finché un giorno il primo di una lunga serie di discendenti maschili viene alla luce per errore. Le donne tentano di ucciderlo, ma il maschio sopravvive, e cominciano i guai: conflitti di potere, di genere e sentimentali, ma il messaggio essenziale dell'autrice è chiaro: "Man does, woman is", l'uomo fa, la donna è.

The Cleft tratta di donne, padrone di un'immaginaria società dell'antichità. Lei si considera ancora una femminista?
Il femminismo di una volta, quando le donne non avevano neppure il diritto di voto, non esiste più. Quello attuale mi sembra abbia perso i suoi obiettivi essenziali. Vediamo donne al potere che assumono atteggiamenti molto maschili, come - mi faccia pensare - Condoleezza Rice. Penso che il femminismo attuale sia obsoleto.

Lei ha scritto romanzi che sono divenuti la Bibbia di molte donne. I cinque volumi su Martha Quest - la serie 'Figli della violenza' - e Il Taccuino d'Oro hanno ispirato giovani donne di tutto il mondo. Tanta fama, e allo stesso tempo, tanta responsabilità?
Quando cominciai a scrivere la storia di Martha Quest volevo scrivere la vita di una donna. Vivevo in una società ancora molto patriarcale, nella Londra degli anni Cinquanta e Sessanta, e volevo dar voce alle donne e raccontare semplicemente come vivono. Mentre scrivevo non avevo idea che questi testi avrebbero avuto la risonanza e l'effetto che hanno effettivamente avuto. È così per ogni libro: l'autore non può mai prevedere che fine farà.

Lei arrivò a Londra nell'immediato dopoguerra, una 'single mother' militante di sinistra. Come la accolsero i londinesi?
Nella Londra di allora eravamo tutti accomunati da un fattore: la povertà. Nessuno aveva soldi, e tutti lo sapevano. Al contrario delle società di oggi, dove le persone vivono per mettere in mostra il loro status sociale. Allora il termine 'single mother' non si usava. Riflettendo sul mio passato pensavo che mio figlio mi salvò allora da tante distrazioni, diciamo così, pericolose. Il fatto di dovermi occupare di un bambino limitava la mia libertà di movimento. Mi creda, la Londra di allora era affascinante, piena di artisti e intellettuali che si incontravano ogni sera nei locali di Soho. Sono un tipo molto socievole, se fossi stata libera chissà in quali pasticci mi sarei cacciata.

Doris Lessing

Doris Lessing

Doris Lessing (1919-2013) è nata a Kermanshah, in Iran, e ha vissuto fino a trent’anni in Zimbabwe (allora Rhodesia). Nel 1949 si è definitivamente trasferita in Inghilterra. Feltrinelli ha pubblicato: L’abitudine di amare (1959), Il taccuino d’oro (1964), Il diario di Jane Somers (1986), La brava terrorista (1987), Se gioventù sapesse (1988), Il quinto figlio (1988), Racconti africani (1989), L’altra donna (1991), Martha Quest (1991), Un matrimonio per bene (1992), Racconti londinesi (1993), Echi della tempesta (1994), Sorriso africano. Quattro visite nello Zimbabwe (1994), Amare, ancora (1996), Ben nel mondo (2000), Il sogno più dolce (2002), Le nonne (2004), Alfred e Emily (2008), Gatti molto speciali (2008; edizione illustrata 2017), la sua autobiografia Sotto la pelle (2019), e, nella collana digitale Zoom, Passerotti (2011). In Italia sono stati inoltre pubblicati i romanzi fantastici Pianeta 8 (Lucarini, 1989), Discesa all'inferno (Tropea, 1996; Fanucci, 2009), Mara e Dann (Fanucci, 2004), La storia del generale Dann, della figlia di Mara, di Griot e del cane delle nevi (Fanucci, 2005), Una comunità perduta (Fanucci, 2008), Un luogo senza tempo (Fanucci, 2008) e Un pacifico matrimonio (Fanucci, 2009). Ha vinto il premio internazionale Grinzane Cavour “Una vita per la letteratura” nel 2001 e il premio Nobel per la letteratura nel 2007.

 

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