Davvero impressionanti le note scritte da papa Roncalli contro Padre Pio, rese pubbliche in un libro di Sergio Luzzatto sul frate di Pietrelcina. "Idolo di stoppa", responsabile di un "disastro di anime istupidite e sconvolte": così il papa del concilio Vaticano II vedeva il futuro santo, protagonista di un culto popolare dilagante e infine glorificato dal pontificato di Karol Wojtyla, moltiplicatore di aureole come mai nei duemila anni precedenti. Impressionante soprattutto constatare, quasi mezzo secolo dopo, come tra i due, Giovanni XXIII e Padre Pio, il primo sia semi-dimenticato insieme all' intero periodo conciliare, mentre il secondo, per usare una metafora facile, è una pop-star di travolgente successo. L' antagonismo tra i due è simbolicamente fortissimo: tra il culto del dolore di Padre Pio e il cattolicesimo sorridente e quasi allegro di Giovanni c' è un baratro, sangue e penitenza da una parte, la famosa carezza ai bambini dall' altra. Entrambi al centro di un culto popolare esteso (Giovanni non era certo un "intellettuale", come si disse poi con semi-spregio nei confronti del suo successore Montini), il loro differente destino ci aiuta a inquadrare i nostri tempi. Evidentemente questi sono tempi di stimmate e di fanatismo, non di sorriso, non di luna piena sopra gli uomini di buona volontà. Quando a mio padre dicevano "non ti esporre".

Torna alle altre news >>