Forse sarebbe ora di dire (e dirlo proprio adesso) che la reazione complessiva degli italiani alla non facile prova dell´immigrazione non è stata "nera" come potrebbe apparire in queste ore. L´impatto mediatico ottenuto dalla rappresaglia anti-rom di dieci fascisti di rione è ampiamente immeritato, a fronte della compostezza ammirevole del marito della signora Giovanna Reggiani. E a fronte del molteplice, febbrile, faticoso lavoro di integrazione e di conoscenza che va avanti (da anni) in molte città italiane, ad opera di preti ammirevoli, associazioni laiche e religiose, amministrazioni pubbliche. In un paese che ha visto concentrarsi in un paio di decenni un fenomeno che altrove (vedi la Francia o la Gran Bretagna) ha radici molto lunghe, ed è stato in un certo qual modo preparato dall´esperienza coloniale, le insorgenze razziste avrebbero potuto essere molto più cruente e frequenti. Invece Forza Nuova la votano in quattro gatti, Borghezio è un isolato perfino nella Lega. La pazienza sociale è meno misurabile delle paure gridate, e dell´insolenza dei maneschi. Ma c´è, e pesa, e conta: non dimentichiamolo mai, quando ci sembra che esistano solo la paura e la violenza.

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