Comincia a diventare esilarante la gag del governo che dovrebbe cadere ma non cade, che dovrebbe morire ma non muore, come il mostro dei film dell’orrore: lo vedi riverso a faccia in giù in una pozzanghera di sangue, con un paio di coltelli nella schiena, ma appena cominci a illuderti che finalmente abbia tirato le cuoia il mostro si rialza con un ghigno. Si capisce che il centrodestra sia costernato, e i suoi giornali perfino più inviperiti e ululanti del normale. Non esiste ragione apparente che tenga insieme una maggioranza incollata con lo sputo. Se non una: ogni volta che la maggioranza sta per sfasciarsi, la sola idea che Berlusconi possa tornare a Palazzo Chigi la ricompatta per miracolo. Da Rutelli a Diliberto, dalla Binetti alla Bonino, gente che ha niente da spartire se non il timor panico di rivedere il Cavaliere girare il mondo a rappresentare l’Italia, con le sue barzellette, i suoi tacchi e i suoi modi da piano-bar. Ergo: ha assolutamente ragione chi dice che la sola cosa che tiene unito il governo è Berlusconi. È molto strano, però, che questa verità venga sempre pronunciata a carico della maggioranza e non già a carico di Berlusconi: è suo il merito esclusivo di avere tenuto in vita un governo nato quasi in coma.

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