È la più grande violazione di documenti riservati nella storia della Gran Bretagna: i dati personali di 25 milioni di cittadini, inclusi nomi, indirizzi, codici fiscali e numeri di conto corrente sono scomparsi nel nulla, esponendo quasi metà della popolazione al rischio di furti d´identità e frodi bancarie. Il capo dei servizi fiscali del Regno Unito, Paul Gray, ha rassegnato immediatamente le dimissioni. Il ministro delle Finanze, Alastair Darling, già reduce dall´imbarazzante salvataggio in extremis della Northern Rock, la banca travolta dalla crisi dei mutui troppo facili, è nel mirino dell´opposizione e di larga parte dei media, che chiedono anche a lui di andarsene.
E il primo ministro, Gordon Brown, la cui popolarità era già scesa ai minimi termini, appare sempre più in difficoltà. Nei quattro mesi da quando è diventato capo del governo, Brown è riuscito a combinare ben poco per far dimenticare Tony Blair, e ha fatto molto per farlo rimpiangere anche da quei laburisti che non lo sopportavano più.
Il nuovo scandalo deriva dal banale errore di un impiegato di basso grado del ministero delle Finanze: un piccolo burocrate che, per spedire da un ufficio all´altro due dischetti contenenti informazioni riservate su 25 milioni di contribuenti, ha usato un normale corriere postale, senza prendere tutte le precauzioni prescritte dal regolamento. Una decina di giorni or sono, i responsabili dei servizi fiscali si sono accorti con orrore che i dischetti non erano mai giunti alla destinazione prevista.
Martedì, Gray, il capo dell´Agenzia del Fisco e della Dogana di Sua Maestà, ha annunciato il guaio e si è dimesso: ‟Non è il modo”, ha detto con amarezza, ‟in cui speravo di lasciare il servizio pubblico”. Il ministro delle Finanze Darling ha fatto una dichiarazione urgente alla camera dei Comuni: ‟È stato uno sbaglio ingiustificabile, me ne rammarico profondamente, presento le mie scuse senza riserve al Paese”. Da allora non fa che scusarsi, in una raffica di interviste televisive. Quindi è stato il turno di Brown, anche lui in parlamento: ‟Mi rammarico profondamente e chiedo scusa per l´inconveniente e le preoccupazioni arrecate a milioni di famiglie”.
Scotland Yard, che sta indagando, sostiene che non c´è motivo di pensare, al momento, che i due dischetti siano finiti in ‟mani sbagliate”, ossia in mano a organizzazioni criminali: ma intanto il governo consiglia alla popolazione di cambiare la password dei conti bancari e controllare attentamente i rendiconti mensili della banca per vedere se ci sono anomalie sospette. La minaccia di furto d´identità e frode bancaria potrebbe rimanere sospesa sulla Gran Bretagna per anni.
‟Le scuse del premier e del ministro delle Finanze non bastano”, ha tuonato alla camera dei Comuni il leader dell´opposizione conservatrice David Cameron. ‟Milioni di persone saranno preoccupate per la sicurezza dei propri conti bancari e della propria privacy. E non saranno solo preoccupate, saranno arrabbiate con un governo che ha fallito in quello che è il suo primo dovere verso i cittadini: proteggerli”. Dello stesso tono i titoli sulle prime pagine di tutti i giornali e i servizi di apertura dei telegiornali. Brown ha cercato di difendersi in parlamento: ma è sembrato un leader stanco e stressato, sebbene occupi solo da luglio il posto che sognava da una vita. Grace under pressure, mantenere uno stato di grazia sotto pressione, era il dono di Blair: non si può dire lo stesso del suo successore.
Marina Forti

Marina Forti

Marina Forti è inviata del quotidiano "il manifesto". Ha viaggiato a lungo in Asia meridionale e nel Sud-est asiatico. Dal 1994 cura la rubrica "TerraTerra" che riporta storie quotidiane in cui si intrecciano ambiente, sviluppo e conflitti. Ha ricevuto, nel 1999, il prestigioso premio "Giornalista del mese".

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