Anche se tutto, oramai, è "allarme sociale", più che allarmante è avvincente la scoperta di un piccolo dormitorio abusivo nel cuore della Galleria a Milano, tra la Scala e il Duomo. Le cronache locali registrano con sgomento che il "buco nero", con i suoi pagliericci e i suoi cenci, si trova proprio accanto a un albergo "a sette stelle". (Credevo potessero essere al massimo cinque, mi domando a cosa corrispondano le due supplementari: geisha? aragoste vive nella Jacuzzi? il benvenuto del sindaco in ascensore?) In ogni modo la presenza dei poveri nei centri cittadini, a Milano come altrove, non è mai stata così occulta e così occultata. Una volta i poveri si vedevano di più (forse perché erano di più?), e partecipavano alla scena. Ricordo puttane vecchissime, economicissime, popolarissime (quasi vigilasse di quartiere, ormai) in Santa Maria Fulcorina, a cinquanta metri dalla Borsa. E quando diffondevo l’Unità alla domenica mattina, dalle parti di corso Vercelli (che oggi pare la Fifth Avenue) pensionati così poveri, in soffitte così misere, che la porta di casa era una tenda. Odore di broccoli e di fondi di caffè.

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