Pare che il leghista trevigiano Giorgio Bettio, quello che ha invocato "metodi nazisti" come la decimazione contro gli immigrati, sia dispiaciuto di averlo detto. È già qualcosa. Ma il problema, da quelle parti, sta diventando serio. Per dirla tutta d’un fiato, c’è una puzza di razzismo, di iracondia, d'ignoranza rivendicata, che rende meno piacevole di un tempo, per noi "foresti", spingerci fino a quelle amene contrade, di antica civiltà, di recente clamorosa ricchezza, e però di sempre più dubbia cultura democratica: un Gentilini non si dimentica in fretta, una dichiarazione nazista pronunciata in Consiglio comunale neanche. Per quel pochissimo che conta, tenendo Milano come ipotetico punto di partenza, preferisco andare all’Ovest, al Nord e al Sud. A Est solo se è proprio necessario. E forse cominciare a far sapere ai Gentilini, ai Bettio, ai vari sindaci che vogliono cacciare i senza-reddito, che i nostri "schei" li spendiamo più volentieri altrove, che ci sono molte città belle da visitare come Treviso ma senza il rischio di incontrare per strada un sindaco razzista, può costringerli a farsi un paio di domande. O a farle ai loro portafogli, che sono il solo vero partito di governo, da quelle parti.

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