La ventilata relazione di Nicolas Sarkozy con Carla Bruni è inevitabilmente destinata a rinforzare la francofilia dei francofili italiani (dei quali reclamo la presidenza onoraria). Quanto a sesso e potere, in mesta concomitanza con le notizie da Parigi, da noi si pubblicano istantanee di attricette con le labbra rifatte, molto care al Primo Amante d’Italia e da lui personalmente raccomandate per particine televisive che stanno alla Bruni come Ladispoli sta agli anelli di Saturno. Donnine di regime che stringono il cuore, e mettono nostalgia per la Petacci che almeno è morta da eroina romantica. Gli amori dei politici qui da noi fanno pensare nella migliore delle ipotesi a un libro di Bruno Vespa, con tutte le Mogli di Stato (destra e sinistra) schierate alla presentazione romana a far da picchetto d’onore alle virtù famigliari. E al peggio fanno venire in mente i motel dove le auto di scorta attendono con pazienza che il senatore abbia finito. Le dicerie del New York Times sul declino italiano, in ogni modo, perdono mordente non per merito delle reazioni stizzite dei nostri uomini di potere, ma per la bellezza e la fama di due dame italiane. Parigi è ai piedi di Bellucci e Bruni, e pour cause.

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