Seguo con trepidazione, come gli albi a fumetti della mia infanzia, le avventure a puntate dei nouveaux philosophes parigini, oramai quasi vieux, ma sempre prodighi di colpi di scena. Non c’è pagina della storia che sfugga al loro severo vaglio democratico, che li ha portati via via, lungo i decenni e attraverso le copertine di Life, a esprimere giudizi fortemente negativi su tutti gli eventi mondiali. Nessuno escluso. Da marxisti criticavano il capitalismo, da neoliberali il marxismo, da atei l’integralismo, da occidentali il relativismo, da parigini è probabile che gli stiano sulle balle i marsigliesi, ma per adesso non ce lo hanno ancora fatto sapere (è solo questione di tempo). Si distingue per vivacità André Glucksmann, quello pettinato come Cesare Maldini. Eravamo appena stati informati del suo appassionato appoggio a Sarkozy e al sarkozismo, quand’ecco che ci informa a bruciapelo, direi brutalmente, che Sarkozy lo ha deluso. Ma come? Prima ci illude, ci dà una residua speranza, poi ce la spegne così, come una cicca nel posacenere? E adesso? In chi credere? Nella giovane borghesia africana? Nel nouveau cirque? Nel ciclismo? Ci faccia sapere qualcosa, André. Noi siamo qui che prendiamo appunti.

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