Non dovrebbe impressionare più di tanto il fatto che la "cosa rossa", alla vigilia dei suoi stati generali, sia un luogo ribollente di dispute e sospetti. La litigiosità, insieme alla vocazione minoritaria, è per la sinistra radicale il solo vero marchio di garanzia. Già uno come Bertinotti, che viaggia sopra il cinque per cento, è sospettabile di deriva plebiscitaria. Chi ha davvero le carte in regola è Diliberto con il suo pochino, o i Verdi italiani che (unici al mondo) ottengono voti in misura inversamente proporzionale all’aggravarsi delle questioni ambientali, e dunque si estingueranno quando sarà chiaro a tutti che la Terra è in pericolo. O ancora i Socialisti che vagano in minuti drappelli odiosi l’uno all’altro. Una sinistra che perdesse queste prerogative storiche gloriose e disastrose, la foga scissionista, la rissa tra dirigenti, la passione per l’autodissolvimento, non sarebbe più riconoscibile dai suoi elettori. A vincere, del resto, sono capaci tutti, da Berlusconi a Veltroni. è quando i book-maker ti quotano come il Gabon ai prossimi mondiali di calcio che ti senti davvero, e a buon diritto, veramente di sinistra.

Torna alle altre news >>