Siamo in tanti (credo) a seguire con qualche apprensione la stesura dello Statuto del partito democratico. Le anticipazioni dei giornali parlano di un testo-base piuttosto generoso con la "rilevanza nella sfera pubblica" delle religioni e della spiritualità. E fin qui - come dire - ci abbiamo fatto il callo da un bel pezzo. Ma le antenne, almeno le mie, si drizzano quando leggo che "la famiglia è il ruolo relazionale, formativo e affettivo primario", dove si sviluppa "la dignità della persona". Mi chiedo: quale famiglia, delle tante, e differenti, oggi sul campo? E a questo "ruolo primario", visto che conosco i miei polli, devono corrispondere agevolazioni di legge, e finanziarie, che trascurano o discriminano le non-famiglie, o le famiglie non abbastanza famiglie, o anche i singoli individui che non appartengono ad alcuna famiglia, e poveracci devono badare da soli allo sviluppo della "dignità della persona"? Ci si augura che le ottime persone che stanno lavorando allo statuto sappiano che se rimangono in piedi questo e altri equivoci, il cammino del Pd sarà molto accidentato. E che leggeremo fino all’ultima riga le notizie sullo Statuto anche se finiranno a pagina 40 dei quotidiani.

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