Il dibattito pro e contro il "declino italiano" si alimenta di dati, ragionamenti e confronti su quanto si produce, si esporta, si importa, si compra e si vende. Ma un minuto di telegiornale sulle eterne montagne di spazzatura nelle strade di Napoli, per un italiano di qualche dignità e di qualche pensiero, basta per mandare all’aria ogni analisi pacata. La pura sofferenza civile, il senso di impotenza politica non sono leggibili nei tabulati. Non sono numeri, non sono diagrammi, sono malessere puro, umiliazione. Ma incidono, eccome, sull’umore della comunità. Il "declino italiano" è soprattutto psicologico, sfugge alle griglie degli analisti economici. La diffusa sensazione di malessere non riguarda certo (solo) i soldi in tasca, o i conti con l’estero. Tanto è vero che nessuno si chiede "quanto costerebbe" risolvere il problema della spazzatura in Campania. Lo si considera un segno di resa politica, di indegnità nazionale, un debito secolare che a nessun prezzo può più essere saldato.

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