Ha ragione Berlusconi a lamentare l’ostilità della stampa italiana. L’ultimo numero di Vanity Fair pubblica un devastante servizio fotografico sul giovane Pier Silvio, evidentemente carpito con l’inganno. Il giovanotto, che è uno dei più importanti manager italiani quanto a potere e a budget disponibile, sembrerebbe, stando a Vanity e al sedicente servizio fotografico, il fratello sfortunato di Fabrizio Corona. Oppure il provinato (respinto) per un calendario sexy molto economico. O un concorrente di reality. Insomma, a dare retta a quelle immagini davvero inverosimili, Pier Silvio sembrerebbe, in forma tipica, uno dei suoi dipendenti.
A ben vedere l’attacco proditorio di Vanity tende a farci credere che il figlio di un bi-presidente del Consiglio, a capo di una così prestigiosa azienda di telecomunicazioni, corrisponda perfettamente ai pregiudizi più biechi e classisti che la sinistra snob nutre nei confronti della destra di successo, vista come un’accolita di ricchi burini adorati da stuoli di burini poveri. Vanity, del resto, è il tipico settimanale radical-chic, infarcito di firme di sinistra. Non ci si poteva aspettare, nei confronti del giovane Berlusconi, altro che un trattamento così falso e malevolo.

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