Il Berlusconi che elogia la donna "regina della casa", e nelle stesse ore esorta gli imprenditori italiani a fare una specie di colletta perché Alitalia non cada "in mani francesi", è il leader politico più reazionario che questo Paese abbia mai avuto dai tempi del Duce. È antimoderno e antieuropeo (i due termini, in politica, sono quasi sinonimi) e raccoglie l’applauso entusiasta di una claque ahimé vasta, ma non per questo meno provinciale e retriva. Da questo punto di vista il prossimo test elettorale, checché ne dica chi si trastulla con i giochetti polemici su "Veltrusconi" e sulla presunta somiglianza tra i programmi di Pd e Pdl, servirà a capire quanto europeo e quanto moderno ha voglia di essere questo Paese. E quanto sia invece irresistibilmente attratto, nel suo spirito profondo, dalle sue vecchie radici paternaliste, maschiliste e vetero-cattoliche.
Non sorprenda, comunque, l’accoglienza estasiata che una platea femminile ha rivolto alle mortificanti battute del Maschio Alfa. La sconfitta secca del femminismo è, tra le ragioni della restaurazione italiana, forse la più importante. Vent’anni fa neanche Califano si sarebbe permesso di esortare le femmine ai fornelli. Oggi lo fa, tra gli applausi, il probabile futuro capo del Governo.

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