Non si sa quanto autorevole e quanto saggio sia il figlio di Gheddafi, signor Saif El Islam, che minaccia "gravi conseguenze" se Roberto Calderoli tornerà a fare il ministro. Fa comunque abbastanza sorridere il coro di meravigliata indignazione che ha accolto, in Italia, questa sortita libica. Calderoli è punta di diamante del leghismo più xenofobo e antiarabo, come si fa a pensare o a sperare che il suo ritorno al governo passi inosservato? Se al governo c’è un partito il cui leader chiama gli africani "bingo-bongo" e i cui esponenti pascolano maiali davanti alle moschee e disinfettano i treni delle nigeriane, che cosa dobbiamo aspettarci, il Nobel per la Pace, una pergamena di laude dei Frati di Assisi e la cittadinanza onoraria di Tripoli? Non è la Lega che, da anni, inneggia alla schiettezza di espressione, al linguaggio "popolare", alla fine delle ipocrisie del politicamente corretto, buone solo per i fichetti di sinistra? Ottima idea, aiuta a dare aria ai denti e evita la fatica di pensare: ma è del tutto ridicolo pretendere che non ci siano conseguenze. Unico paese d’Europa che ha il suo partito xenofobo al governo (un quarto del totale dei ministri con meno di un decimo dei voti), speriamo che nessuno se ne accorga?

Torna alle altre news >>