Poiché da una maggioranza di destra – e soprattutto da questa che ci ha costruito sopra i suoi successi elettorali – ci si attende la più vigorosa tutela del famoso Ordine Pubblico, sarà molto interessante seguire gli sviluppi, giudiziari e politici, dell’atroce omicidio di gruppo di Verona. Che nasce, come ampiamente descritto in anni di cronache, da quel micidiale guazzabuglio di paura del mondo e razzismo che ha già prodotto patologie mortifere alla Ludwig, i pestaggi "etnici" dei naziskin, l’indisturbato delirio di svastiche e antisemitismo nelle curve di stadio. "Sangue e suolo", come spiegava bene ieri Gad Lerner su questo giornale, non sono solo ingredienti retorici. Possono essere l’innesco di un malinteso (molto malinteso) "spirito di comunità" che può generare i peggiori mostri, trasformando quattro ragazzotti in un branco criminale convinto di "difendere l’integrità del territorio".
Per fortuna il sindaco di Verona gode dell’assistenza di collaboratori (come il suo capogruppo in Comune Andrea Miglioranzi, già in carcere per istigazione all’odio razziale, ex leader degli skinheads veneti) che conoscono molto bene il fenomeno, diciamo dall’interno. I veronesi possono dunque dormire sonni tranquilli.

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