Per quanto piccolo, ogni stadio ha le sue curve. In quella di Casal di Principe (Caserta) è stato esposto domenica lo striscione "Saviano merda": evidentemente la curva locale è filo-camorrista, e lo è alla luce del sole, orgogliosamente, come si usa tra gli ultras. Si prefigura un’appassionante "guerra di civiltà" tra curve naziste al Nord e curve malavitose al Sud. Segue dibattito: se sia peggio taglieggiare i commercianti o prendere a calci i mendicanti. O se sia, in ambo i casi, solo una spontanea manifestazione di entusiasmo giovanile.
Rimarrebbero disponibili, per le curve di stadio eventualmente interessate, soltanto rare e poco frequentate perversioni sociali: il satanismo, per esempio, ancora non è egemone presso alcuno dei branchi ultras, e stupisce che nessun maschio Alfa ci abbia ancora pensato. Allo stesso modo stupisce l’assenza in curva di striscioni sado-maso, o inneggianti al cannibalismo (che in fondo fa parte a pieno titolo delle famose "radici" da riscoprire: chi di noi non ha un antenato cannibale?). La sola cosa certa è che nelle curve di stadio qualunque seme, purché vocato alla sopraffazione più sordida, è in grado di germogliare. Rigoglioso e, soprattutto, indisturbato.

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