Mi ha fatto sorridere leggere (sul "Corriere") che il ministro Prestigiacomo paragona certi consultori, a suo giudizio troppo disinvoltamente abortisti, "alle sezioni del vecchio Pci". La storia patria, almeno per sommi capi, dovrebbe essere più familiare al pur giovane ministro. Le sezioni del vecchio Pci erano luoghi popolari, tutto sommato lontani da quella "cultura laicista" sulla quale oggi si suole scaricare quasi ogni lassismo etico. La psicologia profonda di quel partito e della sua gente (che conosco bene, perché ne facevo parte) era cauta in politica e piuttosto moralista nel campo dell’etica sessuale, tanto è vero che furono le mosche cocchiere radicali (aggiungo: per fortuna) e le avanguardie interne delle donne femministe a trascinare l’elefante rosso nelle battaglie per la legalizzazione di divorzio e aborto. I primi consultori nacquero piuttosto nel solco della cultura laica, radicale e socialista, che aveva più dimestichezza con l’area "sessantottina" e con i nuovi movimenti libertari che con i comunisti. Se il ministro ha da lamentare eccessi nell’applicazione della 194, si rivolga ai suoi numerosi compagni di partito che provengono proprio da quell’area: è con loro che deve fare i conti, lasciando che il vecchio Pci riposi in pace.

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