Pare che centinaia di persone telefonino o scrivano insulti al parroco di Lecco che ha espresso tutta la sua sconsolata pietà per la povera madre che ha dimenticato la figlia in auto, perdendola e perdendo se stessa. Il fantasma dell’indegnità abita qualunque genitore, specie le madri. Chiunque abbia o abbia avuto figli piccoli conosce il terrore della distrazione, del blackout infinitesimale ma fatale, l’ansia di non dare cura e protezione nella misura (infinita) che si vorrebbe. In pochissimi e atroci casi, quel fantasma prende corpo e uccide, direttamente o indirettamente. Sono vicende di smisurato dolore, ma solo persone di infima qualità umana possono trasformarle in occasione di linciaggio, come la canea che si accanisce contro quel prete intelligente e pietoso, e contro quella madre disperata, distrutta. Dev’esserci un livello di coscienza (non dico di cultura: di coscienza) veramente misero, in questo paesello che pratica il mammismo e il familismo e niente sa di madri e di famiglie, se un numero così cospicuo di persone si prende la briga di aggiungere odio, o di latrare "giustizia", di fronte a quella madre e quel prete. Sono questi i tipici casi nei quali chi magari saprebbe cosa dire tace per pudore e per cordoglio, e chi non sa nulla abbaia. Ci vorrebbe la patente per parlare, ci vorrebbe.

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