Beh, almeno non si può dire che la situazione politica sia confusa. C’è un governo di destra in perfetta sintonia con Confindustria: in tandem invitano i sindacati a "non essere antagonisti", che è come dire al cane che non deve abbaiare e al cavallo che non deve correre. C’è una stretta di legalità che investe gli immigrati e gli stranieri poveri, ma non inquadra affatto con la stessa severità le illegalità d’alto bordo come l’occupazione abusiva di frequenze televisive, né i grandi crimini finanziari, e tanto meno alza il tiro contro lo spaventoso potere delle mafie. C’è il ritorno al nucleare perché le energie alternative puzzano pur sempre di utopia, di ambientalismo velleitario, e pazienza se negli Usa l’eolica ormai sfiora il trenta per cento della produzione energetica complessiva (saranno stati i capelloni, a volerla?). Ci sarà il Ponte sullo Stretto perché la logica delle grandi opere eccita gli spiriti e gonfia le tasche dei grandi investitori, e le infrastrutture piccole possono anche andare in malora: sarà come avere un’aorta della Madonna e il sistema venoso che va a pallino.
La destra sa perfettamente chi è e che cosa vuole. Per questo ha vinto e per questo governerà alla sua maniera. Lamentarsene sarebbe ridicolo. C’è solo da lamentare, a sinistra, di non avere neanche l’ombra della stessa confidenza in se stessi.

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