Quanti italiani sanno chi è Domenico Noviello detto Mimmo? Sicuramente meno di quelli che sanno chi è Fabrizio Corona. Noviello è stato ammazzato dai Casalesi circa un mese fa perché era un uomo libero e non voleva pagare il pizzo, e camorristi e mafiosi odiano gli uomini liberi più di ogni altra cosa. Ora il figlio di Noviello, Massimo, ha raccontato a questo giornale (vedi l’articolo di Giuseppe D’Avanzo di ieri) che nonostante gli assassini di suo padre siano stati condannati, ‟è giunto il momento di andare via da Castel Volturno dove abbiamo sempre vissuto. La gente ci guarda da lontano, indifferente. Ci evitano come fossimo dei lebbros”.
Tralascio ogni commento sulla vigliaccheria, il conformismo, la piccineria d’animo dei concittadini di Noviello padre e figlio, capaci di trasformare una vittima, e una persona onesta, in un corpo estraneo, in un disturbo per la loro fottuta quiete. Inutile parlare ai sordi. Mi chiedo, piuttosto, se non esista modo per suggerire oppure imporre – non importa – alla municipalità di Castel Volturno, e magari anche a quella di Casal di Principe, di intitolare a Domenico Noviello, caduto per la libertà, la piazza principale della città. C’è per caso un ministro o un sottosegretario o un deputato, non importa di che partito, che ha voglia di occuparsene?

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