Eppure, la soluzione è semplice. Si faccia infine una vera legge ad personam che dichiari non processabile il solo Silvio Berlusconi. Evitando, una volta per tutte, di disturbare un Paese intero, coinvolgendo giudici, avvocati, parlamentari, giuristi, intellettuali, giornalisti più quei milioni di italiani, pochi o tanti siano, che ancora si preoccupano di queste cose. Ormai è chiaro, infatti, che in tutti questi lunghi, faticosissimi anni, il Motore Primo di tutto quanto ci è accaduto è la sua ossessione di sottrarsi alla legge. Di tutto il resto, politica compresa, non gliene importa un fischio. Tutto il resto è solo una gigantesca simulazione pubblica per coronare il suo sogno privato di impunità. Un po’ come se uno, per conquistare la ragazza del portone accanto, coinvolgesse a forza tutto il quartiere, quindi la città intera, infine la Nazione, facendone lo scenario inerte e sbigottito di una ossessione personale divenuta supplizio generale. E dunque: assolviamolo ufficialmente, dichiariamolo innocente ad honorem, andiamogli a stringerli la mano uno ad uno, in fila indiana, dicendogli "complimenti per l’assoluzione, e mi saluti tanto la signora". Purché la faccia finita: perché non è mica possibile andare avanti così, con questo omarino rumoroso, invadente, iperattivo che ci scassa le palle da vent’anni perché non vuole essere giudicato da nessuno.

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