Detto in pura leggerezza, ho trovato molto divertente il titolo del Tg1 di ieri sera: ‟Il Papa in Francia invita a riflettere sul vero significato della laicità”. Sarebbe un po’ come se il presidente francese, ospite in Vaticano, invitasse il Papa a riflettere sul vero significato del cattolicesimo. O come se chiunque di noi, in visita a Vienna, invitasse gli austriaci a riflettere meglio su come si fa lo strudel.
Mi è tornato in mente un vecchio aneddoto attribuito almeno a un paio di papi (Roncalli e Montini). A colloquio con un intellettuale cattolico molto fervente, che lo catechizzava su vari argomenti di ordine religioso, il Papa lo avrebbe interrotto dicendogli, molto spiritosamente: ‟Guardi che sono cattolico anch’io”. Non so se Sarkozy abbia avuto lo stesso humour, spiegando a Ratzinger che in Francia, pure se all’insaputa del Vaticano, si è già abbastanza riflettuto sulla laicità, anticipando l’invito dell’autorevole ospite di almeno un paio di secoli. Si sa che il protocollo tra capi di Stato prevede una dose di diplomazia ben temperata. Probabile dunque che Sarkozy abbia garantito al Papa che la Francia, per favorirlo, si concederà un supplemento di riflessione. Non sul divorzio, però, perché sarebbe troppo faticoso, stante lo stato civile di Sarkozy e dei suoi numerosi cari, rimettere insieme i cocci di una mezza dozzina di ex famiglie.

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