Sarebbe bello poter sposare la tesi di Pierluigi Battista e del Corriere, che coltivano (da un bel po’) il sogno "terzista" di un’Italia non più prigioniera di gabbie ideologiche e ricatti identitari. Il problema è che non si può farlo riavvolgendo a ritroso il tappeto della storia repubblicana, con dentro tali e tanti mozziconi ancora accesi che prenderebbe inevitabilmente fuoco. Se per esempio il sindaco Alemanno propone di introdurre l’anticomunismo nella Costituzione, si deve sapere che è l’intera Costituzione che va in fumo, per l’ovvia ragione che i comunisti, quella carta, l’hanno scritta insieme alle altre forze antifasciste. Se è andata così ? esattamente così ? non è colpa di nessuno, se non del fascismo e della sua guerra, del disastro da "anno zero" che ne seguì, della morte della Patria nera e della nascita di quella democratica e multicolore. Con fiumi di sangue versato, rovine, deportazioni, odio fratricida.
È la Costituzione, è la storia repubblicana a non essere "terzista". E in questo senso il terzismo è pura ideologia, astratta velleità, perché se si tratta di abbassare i toni e cercare di capire le ragioni altrui, sono solo i fanatici a rimanere esclusi. Ma finché si cerca di riscrivere la storia piegando la Costituzione come un aeroplanino di carta per farla andare dove tira il vento, non saremo mai al primo atto di una nuova unità, ma all’ultimo di una decrepita faziosità.

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