"Facinorosi" è una parola fantastica, non la sentivo dai tempi della "Notte" di Nino Nutrizio (i più giovani non possono sapere che cosa si sono persi), dai tempi della vecchia destra d’ordine, azzimata e perbenista. Il Berlusconi che denuncia i "facinorosi" è esattamente questo, un milanese anziano che non apprezza e non capisce i cortei di giovinastri pieni di grilli per la testa, andassero a lavorare, andassero.
Se non ci fosse da preoccuparsi - forti delle esperienze passate - per eventuali violenze (infiltrazioni di fanatici, provocazioni di farabutti), ci sarebbe da divertirsi di fronte allo spettacolo sorprendente di una destra che si è venduta per anni al mercato della "modernità", del "nuovo", del "cambiamento", e si ritrova a borbottare davanti ai cortei come la vecchia borghesia dei padri e dei nonni. Vecchi e presi alla sprovvista da un movimento molto nuovo, ecco come ci appaiono all’improvviso i giornali e i capi della destra italiana: Berlusconi in testa. Ci manca solo una polemica contro i capelloni, un corsivo indignato contro la promiscuità sessuale nelle scuole occupate, e ci parrà di essere tornati agli sconquassi della nostra remota giovinezza. Nel frattempo la giovinezza altrui veleggia da altre parti, per sua fortuna. E per sfortuna di una maggioranza che torna a essere, banalmente, di benpensanti spaventati.

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