Incontrando la signora Merkel il nostro presidente del Consiglio, tra le altre carinerie, ha proposto Lufthansa come partner di Alitalia. Fosse stato a colloquio con l’amico Putin, avrebbe proposto Aeroflot; con un congolese, Air Congo; con un marziano, Air Marte. E così via.
Già altre volte ci siamo soffermati con ammirazione su questa instant-politik che consiste nel mettere a suo agio l’interlocutore del momento. Almeno per il paio d’ore che trascorrono insieme, Berlusconi vuole che il suo ospite si senta pienamente soddisfatto. E’ un’attitudine arcitaliana, da bravo maître d’hotel, da intrattenitore navigato che sapendo di non poter contare su primati di ordine militare o politico, ogni volta che vede uno straniero punta tutte le sue carte sulla sua benevolenza. Se costui si sente a proprio agio, tornerà volentieri in Italia e ne parlerà favorevolmente con altri turisti molto influenti. L’unico rischio è che queste buone referenze, una volta messe a confronto, perdano di peso. Se i vari capi di Stato gratificati da Berlusconi dovessero incontrarsi, e ognuno di loro raccontasse che gli sono stati promessi un pezzo di Alitalia, una cripta personale in San Pietro, una rete Rai e l’isola di Capri, potrebbe sorgere qualche sospetto.

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