Magari fa parte della "questione morale" anche un aspetto strutturale, fin qui decisamente sottovalutato, del dibattito in corso. Questo: la pubblica opinione di centrodestra potrà mai trovare nei giornali e telegiornali di riferimento la stessa indipendenza dimostrata da Espresso e Repubblica nei confronti del centrosinistra? Se davvero la questione non è riassumibile nel numero di avvisi di garanzia ricevuti, ma coinvolge il rapporto nevralgico e delicato tra cittadini, politica e informazione, come non preoccuparsi dell’impressionante squilibrio tra un’informazione devota e tifosa (quella di centrodestra, con rare eccezioni) e un’informazione critica e così spesso dedicata alla interminabile crisi dei soggetti politici ad essa più vicini?
Scriveva Scalfari, in un recente numero dell’Espresso, che se i giornalisti di sinistra criticano la sinistra e i giornalisti di destra criticano la sinistra, forse c’è qualcosa che non quadra. Tutti hanno le loro idee e tutti la loro dose di faziosità, ma lo squilibrio tra i due campi è impressionante. Un’informazione militante, in molti casi alle dirette dipendenze del premier, fronteggia un’informazione certamente non neutrale, ma infinitamente più libera nei giudizi. Chi ci rimette è l’opinione pubblica di centrodestra: meno informata, meno libera.

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