È generoso il gesto del ministro Giorgia Meloni, che pur dissociandosi da un manifesto sciocco e insultante confezionato da un gruppo di ragazzini di Azione Giovani contro Nicola Mancino, intende assumersene la responsabilità giuridica perché ha le spalle più forti di quegli imberbi calunniatori. Il gesto, ripeto generoso, sarebbe ancora più apprezzabile se il ministro Meloni, e con lei altri adulti del post-fascismo, oggi con responsabilità di governo, si adoperassero per bonificare politicamente, con parole e opere, quella palude vociferante e violenta che è l´estrema destra romana. Oggi, anche grazie all´ascesa al potere di ex rivoluzionari neri convertiti alla politica legale, dirsi fascisti offre dei vantaggi inediti: dallo stadio alle scuole al quartiere, al massimo si rischia il ridicolo (come nel caso di quel manifesto), non certo il faticoso ed eccitante status dell’antidemocratico o del pericolo pubblico, come spettò ai fratelli maggiori. Ci si imbranca per insultare o minacciare, e i peggiori per menare "i rossi", come nell'episodio di piazza Navona e in altre disgustose aggressioni. Ma è faticoso immaginarsi ribaldi, e rivoluzionari, oggi che l’ antifascismo è sgretolato dalla fiacchezza della Repubblica e dai miliardi di Berlusconi. Spieghi l’ apprezzabile Meloni ai suoi ragazzi, fascisti facilitati, che hanno un’ eccellente ragione per darsi una calmata: diventeranno presto ministro anche loro.

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