Sarà bene tenere a mente, visto il clima, che in questo Paese esiste una sinistra piuttosto forte, stimabile in circa il 40 per cento dell’elettorato, dai moderati fino alle frange più radicali: più o meno la stessa percentuale dal dopoguerra a oggi, con variazioni sensibili ma non clamorose. Questi milioni di italiani sono quasi privi di rappresentanza politica, sono largamente sottorappresentati dalla cultura televisiva e mediatica e fanno notizia soprattutto quando si tratti di descriverne lo scoramento o la frustrazione. Ma esistono, e viene da dire che oramai esistono nonostante la politica, che era per tradizione il campo prediletto dalle persone di sinistra, il loro habitat naturale, e rischia di diventare ï¿1⁄2 con l’eccezione del personale politico di professione, dunque una piccola minoranza - quasi un territorio alieno: il meno identitario, il meno gratificante, addirittura il meno significativo.
Chiunque sia il nuovo leader del Pd, sarà nelle condizioni di chi eredita un patrimonio del quale non ha disponibilità, perché se la dovrà conquistare vincendo la diffidenza fortissima del suo elettorato di riferimento. Il suo solo possibile carisma risiederà nell’impopolarità del suo ruolo e nell’inanità del suo compito. Per dire davvero "qualcosa di sinistra", dovrà dire "aiutooooo!", e forse, finalmente, gli elettori capiranno che è uno di loro.

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