Non sapevo che anche il senatore Quagliariello, tra i principali agitatori del "partito della vita" costituitosi a Palazzo Madama in un paio di minuti di urla, fosse un ex radicale. Sono, naturalmente, affari suoi. Ma è certo che la pura somma aritmetica dei berlusconiani variamente provenienti da sinistra fa spavento. Tra ex socialisti, ex comunisti ed ex radicali confluiti nel governo più destro d’Europa, viene da chiedersi che spazio rimanga per i pochi politici storicamente di destra, che finalmente alle viste di una poltrona, dopo anni di attesa, se la sono vista levare dagli ex avversari, convertiti dell’ultimo minuto. A parte gli ex fascisti e le stremate pattuglie dei liberali storici, quasi tutti sulla novantina, e a parte i leghisti che sono il vero nerbo della nuova destra stradaiola e intollerante, pare quasi che l’intera classe dirigente berlusconiana sia stata reclutata intruppando alla rinfusa tutto ciò che cadeva dal carro nemico, sempre più sfasciato. E i più animosi, i più inveleniti contro la sinistra sono proprio coloro che ne provengono: circostanza che lascia intendere due cose, entrambe poco piacevoli per il paese. La prima è che la destra per esistere è costretta a riciclare la roba altrui. La seconda è che la sinistra, per avere innescato una così massiccia fuga, dev’essere un luogo davvero molto inospitale.

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