In piccolissimo, il triste caso di Wanna Marchi riproduce perfettamente il meccanismo di ingorda dabbenaggine che ha condotto alla rovina moltitudini di risparmiatori. (Bisognerebbe mettere nella stessa cella la signora Marchi e i più illustri imbroglioni di Wall Street: simpatizzerebbero). Credere che una pancia da Falstaff possa svanire spalmandoci sopra un intruglio; o che si possano acquistare "numeri magici" per vincere al Lotto; non è molto dissimile dal credere che un gruzzolo possa raddoppiare appena appoggiato sopra la scrivania di un trafficone finanziario.
Naturalmente lo slogan "più controlli" dice il vero: bisognerebbe che qualcuno controllasse, specie se preposto a farlo, accidenti. Ma come controllare la credulità umana, la fede nel miracolo, il mito della furbata risolutrice? Se un’intera società e un intero evo, attraversati dal brivido escatologico del tutto e subito, si sono fatti imbrogliare, e hanno creduto che dal denaro (non dal lavoro) fiorisse denaro, e che le cinquine si possano acquistare da una signora di Ozzano Emilia, è segno che tra turlupinato e turlupinatore c’era un’attiva complicità. Ben più dei controlli, per evitare future catastrofi bisognerebbe bonificare la psicologia di massa degli ultimi venti o trent’anni. Missione impossibile?

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