Al Zawahiri è molto arrabbiato con Obama, e ce lo ha fatto sapere con uno dei suoi noiosissimi video (cambi regista, che diamine: l’inquadratura è sempre la stessa, il vecchio Al e la sua barba). Il lavoro di Obama rischia di allentare almeno di un po’ la tensione del mondo, e in un mondo meno incazzato il vecchio Al potrebbe restare disoccupato. O, bene che vada, essere declassato da general manager del terrore a precario del video. Quelli come il vecchio Al sulla rabbia del mondo fanno carriera: il suo lavoro di boss del terrorismo è mandare a crepare i ragazzi, è lo stesso lavoro dei generali innamorati della guerra, dei mercanti d’armi, dei politici fanatici che organizzano l’odio, dei preti esaltati che brandiscono Dio come una clava, di tutte le cricche e le lobbies di vecchi maschi criminali che hanno costruito il loro potere sulla morte.
Obama, per tutta questa gente, è puro fumo negli occhi. Ha detto – non so se vi rendete conto – che cinquant’anni di politica estera americana non hanno dato risultato, che è una maniera elegante per dire che il mondo non tollera padroni maneschi. Ai nemici dell’America, che sono tanti, dice "proviamo a parlarne", e anche tipi rissosi come Chavez hanno risposto "proviamoci". Quelli come Al Zawahiri sono giustamente furiosi: non c’è niente di più pericoloso, per i falsi rivoluzionari, di un vero riformista.

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