In vista del 25 aprile, il clima è pessimo. Per non peggiorarlo ulteriormente, sarebbe utile evitare falsi allarmi, e false polemiche, come quella sul "video del Duce" proiettato al Natale di Roma. Come riportava ieri anche questo giornale si trattava di un montaggio di fatti storici, alcuni tragici, della storia della capitale, tra i quali il filmato del Faccione che pronuncia la dichiarazione di guerra nel tripudio di un popolo suicida. Seguita da immagini di Roma città aperta, che illustrano gli splendidi risultati ottenuti dal Faccione e dalla sua ignobile guerra, che ha sventrato Roma e disonorato l’Italia.
Il nervosismo di alcuni consiglieri dell’opposizione, che hanno accusato il sindaco Alemanno di ‟offesa a Roma”, appare del tutto fuori luogo. La durezza del momento richiede serenità e intelligenza, e confondere un filmato storico di tragica rilevanza con l’apologia del fascismo equivale a dire che le vignette di Vauro offendono le vittime del terremoto: una lettura disattenta e bigotta. Roma pullula di bande neofasciste, le sue curve di stadio sono le più nere d’Italia, i suoi muri (che sono tanti) sono un campionario sicuramente unico al mondo di scritte nazifasciste e razziste: per una capitale europea è questo lo scandalo da discutere con Alemanno. Non certo rinfacciargli una gaffe che non ha commesso.

Torna alle altre news >>