In Germania il partito che si ispira ai valori cristiani ha la maggioranza relativa, ed esprime il cancelliere Angela Merkel. Ma è miseramente naufragato, nel Land di Berlino, il referendum di ispirazione confessionale (appoggiato anche dalla Merkel) che intendeva rendere obbligatoria l’ora di religione nelle scuole. Molti elettori della Cdu non sono andati votare, altri hanno votato "no", e dunque i fautori del catechismo scolastico si sono rivelati una stretta minoranza.
Ne deriva una lezione che riguarda anche noi italiani: buona parte dell’elettorato cattolico d’Occidente è molto più laico di tanti ideologi delle "radici cristiane", e non è disposto a seguirli quando si tratti di spendere in politica valori così delicatamente privati. Il peso delle gerarchie e la presenza del Vaticano, ovviamente, rendono più visibile e più ingombrante lo spirito di restaurazione. Ma anche da noi non è affatto scontato che la maggioranza dei cattolici sia disposta a farsi massa di manovra per gli obiettivi dei vescovi. I laici (non credenti e credenti) dovrebbero farsi un po’ di coraggio, smetterla di sentirsi esuli in patria e fidarsi delle proprie ragioni. Nel caso Englaro i sondaggi davano perdenti le posizioni belluine del "partito della vita". Almeno ogni tanto i sondaggi possono anche servire a migliorare l’umore.

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