Bello e pulito l’incontro tra le vedove di Calabresi e Pinelli. Una luce nell’ombra lunghissima della storia repubblicana più spaventosa, quella delle stragi, del terrorismo, della politica sequestrata ai cittadini da lobbisti della morte e da sette di fanatici. Appare quasi incredibile, perfino a noi che allora c’eravamo, l’elenco mostruoso delle stragi: piazza Fontana, piazza della Loggia, le bombe sui treni, la bomba di Bologna. Molto corposo il seguito giudiziario, molto lacunosi gli esiti. Di quasi tutte le stragi rimane solo il dolore di chi ha perso un padre, una madre, dei figli.
Negli ultimi anni, con sconcerto comprensibile, abbiamo saputo che i più giovani sanno pochissimo di quelle pagine orrende. Se l’oblio e l’occultamento erano l’obiettivo di chi progettò e realizzò quelle esecuzioni di massa, bisogna dire che è stato raggiunto. Ogni tanto insegnanti volonterosi e costernati rendono noto che, da qualche tema in classe, risulta che piazza Fontana fu opera delle Brigate Rosse. Tutto è confuso in una notte nera e remota, le responsabilità, i silenzi, le colpe, le bugie. Nessun paese europeo ha avuto una storia di sangue e di menzogna così spaventosa. Il sorriso e la stretta di mano tra due anziane vedove, e madri, è una delle poche pagine chiare di un libro nero come la morte.

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