Il sollievo fa parte dei piaceri minori. Ma in mancanza di piaceri maggiori, benvenuto al sollievo. La destra ha vinto le elezioni, e si sapeva, ma Berlusconi ha visto naufragare il suo sogno di dominio assoluto, e tanto ci basta per respirare. La sinistra è in cocci, ma la sorpresa è che i cocci sono tanti, e abbastanza grossi da poterci costruire qualcosa, e magari qualcosa di non troppo riciclato. Il sei per cento ahimè disperso all' estrema, il quasi tre dei radicali, il ventisei di Franceschini e l' otto di Di Pietro non sono tutta sinistra, ma sono comunque opposizione, e alternativa alla destra. Fanno comunque il quaranta e rotti per cento. E' un elettorato abituato da troppi anni a specchiarsi in un assetto partitico, e politico, nel quale si riconosce a stento. Tanto che una porzione consistente ha scelto l' astensione. C' è da chiedersi se, scampato il pericolo di tracollo finale, gli stati maggiori dei partiti d' opposizione ricominceranno a litigare per spartirsi brandelli di visibilità, o capiranno che ci sono le basi per un' alternativa. Restiamo in attesa con vigile pessimismo. Che è un po' meglio del pessimismo catatonico che lo ha preceduto.

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