Il momento è grave. E, nonostante la materia del contendere strappi più di una risata, persino serio. Ma la domanda è sempre la stessa: quel misterioso insieme che chiamiamo "Italia", che ne pensa di tutto questo? Che cosa vede: solo storielle di letto, come i media che difendono il signor B cercano sempre più disperatamente di sostenere, o una crisi di Stato, come sarebbe ovunque nel mondo civile e come pare a noi minoranza politica e probabilmente anche minoranza culturale? Vede un "complotto del Pd" (come se il povero Pd avesse la forza di complottare contro altro che non sia se stesso) oppure vede l’inevitabile inciampo (autoprovocato) del trinomio soldi-sesso-potere che ha dilagato negli ultimi vent’anni senza limiti e senza freni?
Fino a che non sapremo la risposta a questa domanda (che non è di destra né di sinistra: è una domanda sullo stato mentale di un popolo), non c’è molto da gongolare. Perché se l’eventuale tramonto del signor B sarà recepito dalla maggioranza degli italiani come un’ingiusta trappola tesa dalla lobby degli invidiosi, nella sostanza avrà vinto lui ancora una volta. E ne verrà uno non dico peggiore (è impossibile), ma pronto a rimettere insieme i cocci infetti del suo sistema di dominio.

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