Sull’ultimo numero di Panorama il direttore Belpietro mette in guardia Berlusconi "contro il linciaggio mediatico". Essendo il linciaggio, tipicamente, un’attività di massa, mi sono domandato chi, a parte l’inqualificabile testata sulla quale scrivo, è imputabile agli occhi di Belpietro di una così esecrabile intenzione. Escluderei, per logiche ragioni, l’esercito delle testate direttamente possedute dal premier, o apparentate. Escluderei anche i cinque telegiornali nazionali su sei che sono direttamente posseduti, oppure concessi in dote, allo stesso premier e ai suoi alleati di governo. Escluderei anche quei due o tre importanti quotidiani che sono politicamente neutrali un po’per tradizione, un po’ per pigrizia. Escluderei l’intera stampa del Mezzogiorno, del tutto immune dal virus della faziosità di sinistra almeno dai tempi della chiusura della gloriosa "Ora" di Palermo. Escluderei la famigerata stampa estera, non molto diffusa in Italia. Il direttore Belpietro ci scuserà, ma fatta salva la liceità di tutte le opinioni, comprese la sua e la mia, fa abbastanza impressione vedere una larga maggioranza dipingere una precaria minoranza come un’orda prevaricatrice. Basta frequentare le edicole, basta accendere la televisione per capire che i rapporti di forza, nei media italiani, mettono Berlusconi al riparo non solo dai linciaggi, ma anche dagli spifferi.

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