Vorrei esprimere la mia totale e incondizionata solidarietà al vaticanista del Tg3 Roberto Balducci, rimosso dal suo incarico per una frase che riporto nella sua interezza perché si capisca bene quanto zelante conformismo sia necessario per poterla considerare "offensiva". Balducci racconta che all’arrivo del Papa in Val d’Aosta c’erano anche due gatti, "che gli strapperanno un sorriso almeno quanto i proverbiali quattro gatti, forse un po’ di più, che hanno il coraggio e la pazienza di ascoltare ancora le sue parole". Anche il più scadente professore di liceo noterebbe che si tratta di ironia affettuosa, per giunta non "sul" Papa, ma dalla parte del Papa e del suo faticoso lavoro. Dispiace e sorprende che un uomo di cultura come Sergio Zavoli parli di "disarmante grossolanità". Specie a fronte del cumulo di volgarità quotidiane che (anche) la Rai produce a iosa: Zavoli dovrebbe dare un occhiata a "Blob", che spesso le riproduce con puntigliosa lucidità. Parlare del Papa come di un essere umano (tale è, del resto, per milioni di non cattolici, che pagano il canone anche loro) è, nel 2009, ancora un tabù. Ancora più ridicolo, e vistoso, perché è il solo a rimanere in piedi in un deserto etico. Un mare di chiappe e, al centro, come un turacciolo tra le onde, il totem del bigottismo.

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